BASI DELLA COMUNITA'
La ragione del lavoro pedagogico terapeutico della Stella sono i bambini e i ragazzi che necessitano di una particolare educazione, istruzione e formazione al lavoro. Essi giungono alla nostra scuola per il fatto che l'asilo o la scuola normale non è il loro giusto posto, o non lo trovano, oppure provengono da queste o da altre sedi speciali. I loro genitori sono costantemente alla ricerca di nuove possibilità scolastiche e sempre disposti ad accompagnarli.
Un solido sostegno ci è dato dall'autorità che dà fiducia al nostro lavoro e offre una sua costruttiva e interessante attenzione. Le basi della pedagogia terapeutica risiedono inoltre nell'impegno e negli impulsi personali di tutti i collaboratori; questa comunità è accompagnata e sostenuta dall'Associazione e dal Comitato dell'istituto.
La centralità del nostro compito è lo sviluppo individuale di ogni bambino al di là di altre condizioni esteriori quali le richieste e il sostegno che egli necessita. Ogni bambino che viene da noi ha un suo motivo, un suo percorso particolare, e può seguire solo il suo appropriato cammino - verso il suo lontano traguardo che ai nostri occhi sembra dapprima nascosto.
Ci auguriamo che il nostro lavoro venga percepito come un compito impregnato e guidato dalla conoscenza che vede in ogni bambino ed essere umano con un nucleo sano. Questo nucleo ha la possibilità qua e là di apparire esteriormente ma è impedito nel suo libero e normale sviluppo.
A questo nucleo sano sono rivolte tutte le nostre attenzioni e dedizioni malgrado gli impedimenti visibili ed evidenti del bambino disabile.
Cosa significa veramente essere disabile, essere impedito?
Si può prendere un immagine che può rapportarsi in qualche modo alla persona disabile: qui c'è un artista, un musicista geniale che deve suonare uno strumento danneggiato o scordato. Lo strumento, un pianoforte ad esempio, non permette e non può permettere al musicista di suonare le note né l'intera musica che vorrebbe suonare. Quale sgomento, che costernazione sarebbe per quest'artista!
Che dispiacere e che dolore sarebbe inoltre sia per l'artista che per il suo ambiente, che al posto di ascoltare una bella e buona musica deve imparare a vivere con suoni stonati o strazianti.
Inoltre, chissà quale rabbia, ingorgo, rassegnazione o tristezza ne risulta se il musicista non può essere ascoltato, nè sentito come un vero artista!
E chissà quale ingiustizia sarebbe per l'artista se lo si riducesse allo strumento(suo)danneggiato ..!
In più egli deve vivere con questo strumento che, tramite un insegnamento adeguato, potrebbe riuscire e far sentire, malgrado tutto, altre e nuove composizioni musicali che arricchiscono il mondo.
Ciò resti come immagine e paragone, serve però a far comprendere cosa significa in pedagogia curativa "cura dell'anima" poiché, anche i bambini che ci vengono affidati hanno il loro strumento fisico danneggiato e l'artista, il vero uomo, la loro vera individualità può rivelarsi solo sporadicamente tra i vari impedimenti. Questo artista, questo nucleo sano merita di essere riconosciuto e interpellato in modo conforme. A lui cerchiamo di avvicinarci in modo delicato.
Non è " voler normalizzare" ma formare individualmente, secondo i retroscena della comprensione dell'uomo indicati da R.Steiner, che è il compito dei collaboratori della Stella per poter aiutare così i bambini nello sviluppo e nella crescita.
Cerchiamo di risvegliare le loro sonnolenti qualità o di prendere le loro intenzioni e portarle a compimento, a dei miglioramenti. Questi percorsi possono essere solo individuali e aiutano le singole individualità a superare o a rompere i propri ostacoli.